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UNA PARETE RIVESTITA SENZA ILLUMINAZIONE NON è NIENTE !

Una parete rivestita senza l’illuminazione non è niente!

Sono Giuseppe Palamà, mi occupo da anni di pareti rivestite. Da alcuni anni gestisco online un sito (rinnovareconlapietra.com) nel quale volentieri racconto la mia esperienza fatta di tanti lavori, interventi sia nel residenziale che nel commerciale, dove trovano impiego queste soluzioni per arredare in modo efficace questi spazi.

Ancora oggi spesso l’aspetto dell’illuminazione non è preso nella dovuta considerazione. Come recita il titolo di questo articolo infatti,  erroneamente si sottovaluta quello che la luce è in grado di fare, marcando in modo molto sensibile la differenza fra “quattro pietre sbattute sul muro” e un vero e proprio capolavoro.

Un piccolo passo indietro. Avrai sentito parlare di “inganno ottico”. E’ uno stratagemma al quale si ricorre quando vogliamo dare la sensazione di un ambiente più grande di quanto in effetti sia. In altre parole: quando rivestiamo una parete ne modifichiamo il rilievo. Da una parete “monodimensionale” passiamo ad una parete “tridimensionale”, dove grazie alla superficie “a rilievo” otteniamo, orientando sapientemente la luce su di essa, un gioco continuo di luci ed ombre che contribuisce a non dare punti di riferimento all’occhio. In questo modo l’occhio viene “ingannato” e le percezioni volumetriche dell’ambiente vengono alterate. Fin qui la motivazione “tecnica”. Parliamo invece della componente più evidente, quella emozionale.

Dare enfasi ad una parete rivestita significa trattarla come un vero e proprio elemento d’arredo. Se non ne prevedo l’illuminazione sto sostanzialmente vanificando la possibilità di lavorare su questa caratteristica della tri-dimensionalità, banalizzandola e rinunciando a coinvolgerla, come superficie, ad un senso generale di estetica di tutto l’arredamento dell’ambiente.

Nel campo della mia attività,  venendo chiamato quasi sempre ad intervenire in ambienti già abitati o vissuti, mi sforzo anche si suggerire (la dove possibile) l’impiego di sorgenti luminose nascoste. Questo per non andare ad immettere ulteriori frequenze luminose che possano alla lunga affaticare la vista di chi poi in quegli ambienti ci deve vivere. In questo modo “la funzione” dell’illuminazione è quella di “vestire”, completare la superficie del rivestimento. Per farlo spesso ricorriamo a soluzioni che prevedono la realizzazioni di velette che hanno la duplice funzione di: delimitare dandogli un contorno, spezzando la continuità con i soffitti, le pareti rivestite. Dall’altra “nascondere” la sorgente luminosa, proprio per non creare i disagi illustrati prima. Grazie proprio ad Andrea sono venuto a conoscenza della importante funzione delle lenti, che sono in grado cioè di conferire, ad un’illuminazione concepita in questo modo, la capacità di ottenere una “pioggia luminosa” costante su tutta la verticalità della parete rivestita.

Tante sono comunque le possibilità di illuminazione, da quella appena descritta a dei punti luce bidirezionali, o ancora con faretti basculanti orientabili, sia a soffitto che, talvolta, a pavimento. Non escluse le soluzioni anche da esterno, capaci da sole di trasformare in modo molto suggestivo prospetti rivestiti in pietra sia ricostruita che naturale, dotandole di un allure particolare.

Ringrazio quindi Andrea di SB LUX dello spazio concessomi, per ogni esigenza visita il mio sito rinnovareconlapietra.com

Grazie,

Giuseppe Palamà

Rinnovareconlapietra.com

Tel. 337761312

 

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